La riscoperta della tela di Pier Maria Bagnadore: un dono degli alunni della Cerioli a tutta la comunità orceana. L’opera d’arte del Seicento, ospitata nella sala consiliare del municipio cittadino, è stata a fondo studiata dagli alunni delle classi quinte della primaria e scomposta e trasformata in un’installazione multimediale da quelli delle classi terze della secondaria di primo grado. Un lavoro interessante e importante per tornare a fare luce su una delle bellezze orceane, un lavoro che è stato reso possibile grazie alla collaborazione della storica dell’arte Elena Ragni e grazie agli studenti e ai professori dell’Accademia delle belle arti Santa Giulia di Brescia, con il direttore Riccardo Romagnoli. A raccontarci l’opera d’arte «L’offerta della città di Orzinuovi alla Vergine» del giovane artista di Orzinuovi è stata la storica dell’arte Ragni che ci hanno permesso di capire e scoprire tutta la bellezza e l’importanza di quest’opera. Un quadro dipinto da un giovane Bagnadore per un’importante commissione: produrre un dipinto che illustrasse le tradizioni e le peculiarità del suo paese d’origine, un quadro da collocare nella sala del consiglio comunale dove si trova ancora oggi, dopo quasi cinquecento anni.

Al centro c’è un cavaliere in ginocchio che chiede la protezione per Orzinuovi che è rappresentata da un modello della città che lui porge verso la Madonna e il bambino. La Vergine e il bambino stanno che proteggono la città appaiono in alto, su un trono, con un baldacchino. Il bambino in braccio alla sua mamma fa quel gesto proprio della benedizione con la mano, soddisfacendo la richiesta del cavaliere. «Bagnatore era bravo, sapeva disporre bene le figure, sapeva disegnare bei vestiti e ha saputo imprimere nella Madonna e nel bambino quell’atteggiamento dolce e protettivo – ci ha spiegato la Ragni – Il cavaliere e il modello che porta in dono sono i primi protagonisti al centro del quadro. Lui è in ginocchio pronto a scattare in avanti per ringraziare i due protettori che hanno concesso la loro benedizione». Accanto al protagonista del quadro ci sono, uno per lato, i due protettori di Orzinuovi: san Giorgio con un grande vessillo con lo stemma di Orzinuovi, ai suoi piedi c’è un draghetto dall’aria simpatica che racconta simbolicamente la sua storia. «San Giorgio con un gesto della mano rivolto alla Vergine e al bambino presenta a sua volta il cavaliere con il modello in mano. E’ una cascata di gesti e di sensibilità. L’ultimo personaggio è quello che ci coinvolge di più ed è San Bartolomeo il patrono di Orzinuovi. Il suo sguardo non è rivolto ai protagonisti del quadro ma è rivolto al pubblico e con la sua mano ci invita ad osservare la scena. In questo dipinto c’è una circolazione di sentimenti e di pensieri che ancora oggi ci comunicano questa partecipazione emotiva e religiosa – e ha concluso la Ragni – Questi personaggi ci invitano a una comunicazione interpersonale, attraverso dei gesti e una serie di scambi di sguardi. In fondo il quadro non può parlare né scrivere, tutto quello che c’è lì ha un suo significato. I ragazzi possono imparare da questo quadro quelle riflessioni personali che li portano a riflettere sulla loro fisicità, sulla loro gestualità e interiorità. Riflessioni che se una scuola riesce a portare avanti è benedetta da Dio.».

 

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